ANATRA AL CIANURO (2° CAPITOLO)

veleno

Prof. Fossati – Rispondo con ordine. La scena del delitto, così com’era al momento dell’arrivo degli investigatori e della polizia scientifica, non presentava indizi particolari. I presenti avevano chiamato l’ambulanza, scambiando il malore della vittima per un episodio naturale, e se n’erano andati, poi i medici del pronto soccorso intuirono la causa della morte e chiamarono la polizia. Comunque, il recipiente con il cianuro di potassio non venne trovato e le impronte digitali non rivelarono nulla di fuori dall’ordinario. Per quanto riguarda i moventi, scoprimmo che quasi tutti avrebbero avuto un motivo per uccidere Marco: lui aveva una relazione con Claudia, perciò Giuditta avrebbe potuto ucciderlo per gelosia e Claudia perché lui le preferiva Giuditta. Giovanna, la figlia della titolare, lo odiava e non sopportava la sua presenza in casa. Carlotta aveva avuto una relazione con Marco, quasi vent’anni prima, dalla quale era nata Sabrina, che lui non aveva mai voluto riconoscere, per cui è probabile che gli serbassero rancore. Infine, come funzionario di banca, la vittima aveva causato la rovina finanziaria di Simone, consigliandogli un investimento sbagliato che lo costrinse a chiudere la sua pizzeria e lo ridusse sul lastrico. Come vedete, dunque, non c’era che da scegliere.

Alunno – E Clotilde, la vicina di casa?

Prof. Fossati – Apparentemente non aveva moventi.

Alunno – Come decideste di procedere?

Prof. Fossati – Lo chiedo io a voi. Qualcuno ha idee?

Alunna – Perché tutte quelle persone che si odiavano tra loro frequentavano la scuola insieme?

Prof. Fossati – Buona domanda. La titolare della scuola di cucina destinava un’ora di corso ogni settimana pro bono, per amici e conoscenti.

Alunna – Io proverei a ricostruire i loro movimenti.

Prof. Fossati – Eccellente! E’ proprio quello che abbiamo fatto. Abbiamo provato a ricostruire i fatti come si sono svolti quella sera, e i movimenti dei sospetti. Il punto cruciale era capire com’era stato possibile versare il veleno in quel piatto e chi poteva averlo fatto.

Alunno – Perché hai detto “piatto”? L’assassino non poteva aver versato il veleno nel tegame?

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