ANATRA AL CIANURO (3° CAPITOLO)

tavola imbandita

Prof. Fossati – No, perché in tal caso sarebbero stati avvelenati anche gli altri commensali. E’ importante sapere com’erano organizzate le lezioni. Ciascun partecipante aveva a disposizione un tegame di smalto di colore diverso, e ognuno di loro preparava la ricetta del giorno e la cuoceva nel suo tegame. Alla fine, ogni preparazione veniva fatta assaggiare agli altri, che esprimevano la propria opinione e davano suggerimenti, soprattutto l’insegnante, si capisce. Quella sera Marco, Giuditta e Giovanna non cucinarono, perciò i tegami sui fornelli erano cinque, e il piatto fu avvelenato durante l’assaggio di quello giallo, assegnato a Simone.

Alunno – A me sembra importante anche sapere chi poteva procurarsi il veleno.

Alunna – Chiunque oggigiorno può comprarlo su Internet.

Prof. Fossati – Calma, ci arriveremo. Torniamo alla ricostruzione dei fatti.

Alunna – Chi ha cucinato l’anatra avvelenata?

Alunna – Com’erano disposti i sospetti? C’erano più tavoli? Un solo tavolo?

Alunno – Chi era presente quando la vittima si è sentita male?

Prof. Fossati – E’ tutto riassunto sul foglio che ho distribuito, ma lo ripeterò per chiarire. C’era un solo grande tavolo quadrato: a capotavola erano seduti Giuditta e Marco, sul lato a destra di Giuditta c’erano, dal più vicino al più lontano, Clotilde, Sabrina e Carlotta e a sinistra di Marco c’erano Claudia, Simone e Giovanna.

Alunno – La più vicina alla vittima era Claudia, dunque forse è lei l’assassina.

Prof. Fossati – Non essere precipitoso. Ci sono molte altre circostanze da considerare. Innanzi tutto, come e quando è stato somministrato i veleno?

Alunna – Bisognerebbe capire come si sono mossi i sospetti.

Prof. Fossati – Brava, è stata quella la mia strategia. Ho interrogato tutti i presenti per tentare di ricostruire i loro movimenti dal momento in cui l’anatra è stata versata nel piatto a quello in cui la vittima si è sentita male, perché il veleno era stato aggiunto in quel lasso di tempo.

Alunna – Ma la vittima non si sarebbe accorta che qualcuno gli stava versando il veleno?

Prof. Fossati – Non è detto. Certamente l’assassino ha aspettato il momento giusto, mentre era distratto, o si era spostato o addirittura allontanato dal suo posto. Per questo ho fatto appello alla memoria visiva dei testimoni per stabilire dove si trovassero in quel momento ed ho appurato che la vittima, mentre veniva distribuita la preparazione di Simone, era sul balcone a fumare una sigaretta.

Alunno – In questo caso è proprio vero che il fumo uccide.

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